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La Campania in corteo contro il biocidio

19 Nov

 

 

Il corteo ‘Fiume in piena’ è partito intorno alle 14,30 da Piazza Garibaldi a Napoli. In piazza sono scese tantissime persone provenienti da ogni angolo della Regione per dire no al ‘biocidio’.

Si calcola che dovrebbro partecipare circa 50.00 manifestanti, forse anche di più. Chiedono l’immediata bonifica delle terre campane inquinate dagli sversamenti illegali di rifiuti tossici e nocivi. L’indice è puntato anche contro il fenomeno dell’incendio di rifiuti che fa conoscere alcuni comuni delle province di Napoli e Caserta come ‘La terra dei fuochi’.

Il “fiume in piena” è giunto in piazza del Plebiscito. E la conta dei presenti, per l’organizzazione, arriva a 100mila partecipanti, per la polizia solo 30mila: in genere la valutazione più probabile è quella che sta in mezzo. La manifestazione contro la Terra dei Fuochi è nel vivo. Momenti di tensione quando il gonfalone del Comune di Napoli è stato portato alla testa de corteo ed è stato allontanato dagli organizzatori che hanno imposto agli addetti del Comune di Napoli di stare assieme a quelli di tutti gli altri comuni.  I partecipanti si sono mossi dietro lo striscione gigante con lo slogan non solo di una giornata ma di un intero movimento che, oggi e per il futuro, vuole essere considerato inarrestabile. Come un fiume ingrossato dalle acque e che rompe gli argini. Tanti gli striscioni che stanno sfilando per le strade del centro di Napoli per dire ‘stop al biocidio’. Molti, scritti a mano e con i pennarelli, riportano parole e slogan in napoletano: alcuni mostrano disegni con teschi, altri srotolano striscioni che accusano il silenzio che in questi anni ha riguardato l’inquinamento della cosiddetta Terra dei fuochi. Oltre alle foto di alcuni bambini morti di tumore, i manifestanti, molti dei quali studenti, issano come vessilli le fotografie di alcuni degli ex commissari straordinari all’emergenza rifiuti in Campania: da Antonio Rastrelli ad Antonio Bassolino, passando per Corrado Catenacci e Alessandro Pansa. Sotto ogni foto c’è scritto «colpevole di biocidio».  Tanti gli slogan urlati da chi è per le strade mentre un grande striscione è stato srotolato in piazza Bovio: «Camorra, Stato, imprenditoria, stesse colpe». Alla testa del corteo un grande striscione: #Fiumeinpiena stop biocidio. Tra i volti noti a sfilare anche Nino D’Angelo.  Il corteo è partito da piazza Mancini con in testa il parroco di Caivano, Maurizio Patriciello, con gli striscioni e la bandiere di tanti comitati campani, soprattutto della Terra dei fuochi. Nelle prime file tanti cartelli con i volti dei commissari del governo durante l’emergenza rifiuti. I manifestanti sfilano accompagnati dalla musica delle nacchere e tammorre delle “paranze” tipiche della zona di Giugliano. «È un fiume in piena di speranza ma anche di disperazione», spiega don Patriciello, che in merito alle spaccature tra i movimenti sottolinea che «questa è la manifestazione del popolo campano per dare un mondo migliore ai nostri figli». Prova a ricomporre il fronte anche l’attivista Angelo Ferrillo, che ha organizzato l’altra grande manifestazione a Napoli ed è presente oggi con un grande striscione contro roghi tossici e sversamenti illegali. «In piazza ci saranno molte istanze – dice – ma l’obiettivo è comune. Sono pronto a manifestare con tutti qui, anche con don Patriciello». Don Maurizio Patriciello è stato alla testa del corteo che ha percorso corso Umberto, piazza Bovio, via Guglielmo Sanfelice, via Medina, piazza Municipio, verso la meta di piazza del Plebiscito. Ci sono carri allegorici, musicisti, maschere lugubri. Eppure, tra tanto dolore represso negli anni, la nota di fondo è quella, gioiosa, della coesione, della consapevolezza. Tornano le foto dei morticini, i bambini morti troppo presto e, secondo medici e ricercatori, in un numero eccessivo rispetto alla media fisiologica. Li portano le loro mamme che quelle foto hanno già inviato a papa Francesco, al presidente Napolitano. Si attende il sindaco. Luigi De Magistris. Ha detto che ci sarebbe stato, l’ha ribadito. Ha rifiutato i consigli di chi diceva fosse più opportuno mantenere un distacco cosiddetto istituzionale. La gente lo aspetta. Ed il suo staff fa sapere che è in arrivo. «Siamo 100mila». Gli organizzatori danno il bilancio delle presenze. La situazione scorre tranquilla, anche se animata dal lancio di qualche fumogeno rosso. Ci sono proprio tutti, perfino i neoborbonici hanno portato le loro bandiere. E la statua di Vittorio Emanuele, lungo il percorso, viene drappeggiata con uno striscione che dice: «Camorrista imprenditore». L’inno dei briganti. Per tutti, savoiardi e neoborbonici, risponde, dalla folla, il canto dei briganti che resistevano un po’ contro tutti: «’A terra è nostra e non s’adda tucca’». Chi c’è. L’oncologo Antonio Marfella del Pascale, una vita di battaglie per portare all’attenzione nazionale la questione rifiuti, sfila vicino a don Patriciello. Con loro il cantante Nino D’Angelo, il segretario della Fiom Cgil Maurizio Landini. Per il Comune il vicesindaco Tommaso Sodano. (Fonte: Il Mattino e L’Unità)

Pubblicato da red. prov. “Alto Casertano-Matesino ”

Tratto da: www.ciroma.info

 
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Pubblicato da su 19 novembre 2013 in TEMPI MODERNI

 

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