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Chi non ha lavoro, vada a scaricare le cassette di frutta al mercato

04 Lug

401865_10201122042516869_2068483851_nMi è capitato l’altro giorno di pensare ad una triste vicenda.

Ricordate cosa successe due anni fa, più o meno in questo stesso periodo dell’anno?

Un nostro Ministro (ora accanito utente di Facebook) suggerì una sua personalissima soluzione alla disoccupazione giovanile,
consigliando ai giovani disoccupati precari (“Siete l’Italia peggiore!”) di andare a scaricare le cassette di frutta al mercato pur di trovare un lavoro che li distogliesse dal protestare contro le iniziative del Governo allora in carica.

Ricordate? Se non ricordate, è tutto su Youtube.

Questi brutti pensieri mi hanno portato a chiedermi “Perché“?
Perché il Ministro non ha trovato altri consigli per i giovani Italiani.

Sono passati due anni da quel giorno e mi chiedo quanti abbiano ascoltato il consiglio dell’on. Brunetta.

Non stupitevi se non vedete per le strade folle di giovani con cassette di frutta in mano su e giù per i camion, quello è ancora un lavoro che si alimenta con il lavoro nero di decine di immigrati reclutati sul posto, al momento.

I nostri giovani hanno altre ambizioni: chi ha potuto è andato all’estero, aggravando il problema della fuga di cervelli (e mani, e passioni), mentre altri sono rimasti.

E si sono rimboccati le maniche…perché il Ministro quel giorno non ne tenne conto? Perché non invitò i giovani ad inventarsi un lavoro? E’ così scarsa la fiducia di un esponente del berlusconismo nelle capacità imprenditoriali che persino il suo discutibilissimo leader invita a sviluppare?

I “lavori inventati” dai nostri giovani non sono necessariamente lavori “nuovi”, ma sono sicuramente lavori creativi, lavori che a volte sono hobby, come quello delle creazioni artigianali con ago e filo, trasformati in attività professionali, altre volte sono scintille di idee imprenditoriali che su internet e nell’e-commerce trovano il loro carburante e che, come spesso accade danno lavoro anche ad altri.

Dai giovani Italiani sono nate una miriade di nuove imprese. Parliamoci chiaro, non tutte avranno lo stesso successo, ma una per una testimoniano la grandissima voglia di fare della popolazione, un fare che non si limita ad accontentarsi del primo lavoro, ma di crearne altro – e del resto chi lo dovrebbe creare, forse quello stesso Stato che ci invita a scaricare cassette di frutta?

 
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Pubblicato da su 4 luglio 2013 in TEMPI MODERNI

 

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