RSS

Lettera alla città di Cosenza – Rifugiati/e Cosenza

22 Mag

 

 
Cari/e cosentini/e siamo un gruppo di migranti che vive nella vostra città dal 28 febbraio. Siamo i rifugiati della cosiddetta Emergenza Nord Africa, vivevamo e lavoravamo in Libia ma, a causa del conflitto fra Gheddafi e l’Europa, siamo stati costretti a scappare.

Da Lampedusa, passando per Manduria, siamo arrivati a Rogliano in un ex albergo adibito a centro di accoglienza dove, fin da subito, abbiamo capito la difficoltà a vivere in un luogo del genere. Ci dissero che saremmo rimasti li per soli 6 mesi, il tempo necessario per essere regolarizzati: documenti e libertà di andare via. Quando partimmo dalla Libia, per trovare lavoro e una vita dignitosa, ci ritrovammo, invece, in un paese che non conoscevamo neanche geograficamente, relegati in un centro dove intuimmo subito che c’era qualcosa che non andava. In quanto rifugiati sapevamo di avere dei diritti e che chi gestiva le nostre vite non li stava rispettando. Violazioni e abusi ai quali inizialmente non sapevamo neanche come reagire o a chi potevamo rivolgerci. Passati i 6 mesi eravamo ancora la senza documenti ne prospettive ne libertà di uscire dal centro. Cominciano le prime mobilitazioni. Dopo l’intervento del Prefetto sulla Cooperativa Le Rasole ottenemmo qualche risultato, il pocket money (fino a quel momento negato) e il sollecito delle audizioni. È passato 1 anno e 8 mesi prima che venissero sbloccate le nostre pratiche e, nello stesso periodo, veniva decretata la fine dell’emergenza nord africa e la chiusura dei centri di accoglienza. Un anno e otto mesi in cui la cooperativa ha speculato sulle nostre vite (per ognuno dei 150 rifugiati ha percepito una diaria di 40 euro al giorno, pari a 24.000 euro pro-capite, 3 milioni 630 mila euro il totale di Rogliano, incalcolabile per tutti i centri in Italia). Una gestione folle e priva di risvolti concreti per noi. Un anno e otto mesi in cui siamo stati relegati in un ex albergo e le nostre vite regolate da altri. Nessuna possibilità di autonomia, di trovarci un lavoro o inseguire i nostri sogni. La nostra vita in stand by per permettere a qualcuno di guadagnare sulla nostra pelle e al governo di dichiararsi accogliente. Ma non è stato così. Le nostre vite oggi sono ancora sospese e vincolate alla burocrazia. I 500 euro che ci hanno messo in mano alla chiusura del centro non sono serviti a darci una possibilità concreta ma solo a tenerci buoni e chiudere un’ emergenza che per noi rimane intatta. Molti di noi sono andati via, ma in tanti siamo stati costretti a fermarci a Cosenza, e l’unico posto che ci ha dato ospitalità, nonostante i limiti, è stato il centro sociale Rialzo. Dopo qualche giorno dal nostro arrivo c’è stata la tragedia dei nostri fratelli morti bruciati nella casa diroccata. Alla tragedia sono seguite le omelie ed i proclami, lo sdegno sincero della città e l’ipocrisia di chi sapeva e non ha fatto niente. Ma ad oggi, ancora, non è cambiato niente. Nel dormitorio del Rialzo siamo in tanti, anche italiani. Il disagio non conosce frontiere e non discrimina nessuno. Le difficoltà che incontriamo oggi sono di natura burocratica. Per il rinnovo del permesso di soggiorno è necessario avere la residenza che è subordinata alla disponibilità di un alloggio. E per noi, al momento, la casa rappresenta un miraggio. E questo crea costantemente difficoltà a tanti migranti che vivono in città di rinnovare il permesso di soggiorno. Un cane che si morde la coda. Ma non chiediamo l’impossibile. Chiediamo diritti. In qualsiasi paese europeo avremmo già da tempo una casa e un reddito ma qua si preferisce speculare sui fenomeni migratori piuttosto che accogliere e garantire diritti, dignità ed uguaglianza.

Tratto da: www.ciroma.info

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 22 maggio 2013 in TEMPI MODERNI

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: