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Marco Brusco e le dimensioni oniriche della Pittura

06 Feb

Marco Brusco è il pittore di quelli che mi piace definire “paesaggi di stati d’animo”L’artista non fornisce, nelle sue opere, un’interpretazione classica e tradizionale del genere ma visioni profondamente interiorizzate anche

attraverso la scelta oculata dei titoli. Caratteristiche della sua pittura sono la spontaneità e la naturalezza che permeano la dimensione onirica e ancestrale dei suoi acrilici. Protagonista assoluto è il colore nel cui utilizzo si nota una maturazione dalle opere del 2011 come Estasi (foto in alto), in cui le campiture mantengono ancora una certa regolarità e si organizzano in tasselli simili a mosaici, fino a quelle del 2012 (che costituiscono la quasi totalità di quelle esposte) dove invece le pennellate invadono la tela e sembrano quasi oltrepassarne il confine fisico. Il messaggio sotteso è estremamente positivo: cercare di raggiungere una stabilità emotiva esorcizzando le difficoltà della vita quotidiana. Le paure e le angosce dell’uomo contemporaneo, incastrato da finti stereotipi, si materializzano alla perfezione nell’antifuturistico Il degrado morale della società moderna, in quei lugubri palazzi in primo piano che si stagliano però contro un cielo azzurro che viene raggiunto in altre opere, di serenità e speranza, come Respiro, Melodia, Placebo per il cuore, Io e te nella valle delle mille luci. Diversi soggetti, simbolici punti di riferimento, contribuiscono poi a connotare fisicamente questi luoghi, malinconici ed evocativi, come le case in Senza fine o il volo d’uccelli in Vuoto. Non c’è nulla dunque che venga lasciato al caso nelle atmosfere eleganti di Innocenza Dove il tempo si è fermato, uno degli ultimi lavori, in cui non sembra esistere distinzione tra collina e cielo d’oro che rendono implicitamente omaggio a Gustav Klimt, uno dei maestri preferiti da Marco. L’originalità di questo giovane artista autodidatta è testimoniata inoltre dalle tecniche utilizzate. Accanto ai più tradizionali acrilici, Marco ha realizzato infatti anche diversi lavori di arte digitale tra cui appuntoGrace, qui esposto. L’opera è stata interamente disegnata al computer e stampata su tela…un Degas del XXI secolo!

Celeste Napolitano

 

 
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Pubblicato da su 6 febbraio 2013 in ARTE, ARTICOLI & CONTRIBUTI

 

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