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Questo Ponte non s’ha da fare

05 Nov

“Una follia rischiosa” la definisce Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico. “Il Ponte peggiorerebbe un equilibrio idrogeologico già gravato di pesi”. Un investimento ingente per un’opera assurda.

Con i piloni su Messina e Reggio, territori da mettere in sicurezza, sotto continuo pericolo di distruzione anche nel caso in cui si verificasse un terremoto di magnitudo debole. Il tutto per l’insana mania di rincorrere traguardi spropositati. Viziati dal rapporto distorto fra la natura ed un uomo sempre più schiavo della propria “grandezza”. Poco incline ad arrestare il costante sfregio ambientale. Che il Ponte fosse inutile sembrava un concetto ormai assimilato. Ci illudevamo definitivo. Poi come un fulmine a ciel sereno contrariamente a quanto riferito due mesi fa, il governo Monti fa marcia indietro: prorogati i termini per l’approvazione del Ponte sullo Stretto. Altri 2 anni solo per completare il progetto. Così come uno scheletro maldestramente occultato nell’armadio, il Ponte ritorna. Ritorna trascinandosi addosso la puzza marcia del Berlusconismo, che l’idea Ponte l’ha partorita. Un’epoca di cui forse si sono sconfitti gli interpreti, ma non gli archetipi. E poco importa se nell’ultimo triennio si sono registrati solo in Calabria, ben 377 morti, 16mila feriti per oltre 2.980 incidenti. L’ultima vittima il 31 ottobre, sulla Jonio-Tirreno. Daniela Sorace, 47anni, insegnante, moglie e mamma. Morta contro un guard-rail fra le lamiere contorte della sua Citroen, mentre tentava di raggiungere la famiglia per il “ponte dei Santi”. I dati di un’ecatombe, di una guerra spacciata per invisibile. Consumata con cadenza quotidiana sulle strade inadeguate della nostra regione. Le stesse strade che dovrebbero condurre al Ponte. Un Ponte ancora in gravidanza, ma costato già 600milioni di euro, di cui 6milioni per gli stipendi dei 53 dipendenti assunti nel carrozzone “Stretto di Messina Spa”. Solo gli amministratori di questa fantomatica società mangiasoldi ci costano 443mila euro all’anno. E sia chiaro, sono tutti dirigenti che fanno i “pontificatori” solo per secondo impiego. Tutti uomini delle lobby. Tutti con primo incarico in altre aziende. Fiumi di danaro corrente per un opera bugiarda. Che non c’è. Non esiste. Come se si pagassero fior di milioni per la sciovia Soverato-Davoli o per il Parco Regionale dell’arcipelago marittimo delle Serre Calabre. Si aggiungano 300milioni di penali maturate per mancato guadagno, a favore del consorzio edile “Impregilo IPG”,  general contractor milanese quotata a Piazza Affari. Principale beneficiaria di un Ponte-Isola del tesoro, che inizialmente sarebbe costata 6,3miliardi ed oggi costa altri 2miliardi in più. Soldi ricavati anche dal taglio dei fondi per i malati di Sla e prorogati da quello stesso Governo che ci impone di andare avanti a pane e saliva, che ci regala l’IMU, ci aizza contro il fantasma Spread, ci sbatte in faccia un punto in più d’IVA e tutto il resto. Insomma il Governo de “i sacrifici fateli voi” e che anche stavolta si trincera dietro una grande bugia: “il Ponte serve per lo sviluppo del Sud”. Ma il Sud esiste ancora?

Tratto da: ciroma.info

 
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Pubblicato da su 5 novembre 2012 in ATTUALITÀ & CRONACA

 

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