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Mal di Dallas – Riccardo Bocca, Gli Antennati

17 Ott

Ricordo molto bene, porca miseria, quando una trentina d’anni fa è andato in onda in Italia “Dallas”, e folle entusiaste decretarono il successo del Southfork Ranch e delle figurine che al suo interno organizzavano laide trame in nome del signor Denaro.

All’epoca non è stato soltanto un fenomeno televisivo, ma la metafora soap del conflitto tra anima bianca e anima nera dell’America, perennemente in bilico tra l’indignazione per il politico che non paga i contributi alla colf, e la disinvoltura con cui l’ambiente viene martoriato a colpi di emissioni nocive.

Un intreccio che sul set era riassunto dalla battaglia che schierava il faccione soft di Bobby Ewing (l’attore Patrick Duffy, in altra sede noto come “Uomo di Atlantide”) contro il gigno bastardissimo di Larry Hagman, il J.R. sopravvissuto nel tempo come emblema del cinismo reaganiano.

dallas_wallpaper_6_1600x1200-51859026Quanto basta per consentire, una vita dopo, all’intera banda di resuscitare il mercoledì sera su Canale 5 e adeguarsi ai tempi.

Oggi il mastice dell’operazione si chiama crisi, passepartout grazie al quale la serie racconta senza perdere di credibilità la sfida tra il nuovo bene (chi combatte il petrolio e altre forme di avvelenamento terrestre) e il solito male (chi invece alza le spalle e munge nonna Terra finché non schiatta).

Da una parte, insomma, troviamo il figlio adottivo di Bobby -Christopher- pronto a lottare per il trionfo delle energie alternative, mentre il cugino John Ross -degno erede di J.R.- è più propenso alla devastazione di Southfork con trivelle e simili.

Il tutto, va da sé, iniettando la giusta dose di dolore (un tumore scoperto al povero Bobby) e l’altrettanto esatta quantità di tormenti amorosi, dai quali emerge ancora una volta la faida tra i due rampolli in scena.

Storie esibite con sapienza dalla regia, che spesso alza la telecamera e riprende il ranch dal cielo. Come a dire:

«Attenzione, gente, che questo non è il marcio di una congrega di ricchi pazzoidi, ma sintetizza il tanfo che viene anche dalle vostre case, intasate di contraddizioni almeno quanto il villone texano».

La stessa aria malata, cioè, che consente a J.R. di consegnare al figlio una massima indimenticabile:

«I tribunali», gli spiega con aria satanica, «sono per i dilettanti e i deboli di cuore…».

Il che non serve soltanto a certificare l’approccio delle grandi famiglie al binomio potere & giustizia, ma anche a dimostrare quanto sia internazionale “Dallas”.

Al punto che, per un fantastico caso, quel mascalzone di John Ross somiglia assai a Piersilvio Berlusconi.

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2012 in TV

 

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