RSS

Lettera di un’insegnante al ministro Profumo

16 Ott

Egregio Signor Ministro, ho letto come tutti la sua proposta di aumentare dall’anno prossimo a  noi professori l’orario a 24 ore di docenza in classe. Gratis,  naturalmente, nel senso che queste ore in più non saranno seguite da  alcun aumento di stipendio.

Ce lo chiede l’Europa, dice lei, per adeguarci agli standard degli  altri paesi comunitari. E sarà vero, se Lei lo dice. Ma, da docente, non  capisco perché, a questo punto, anche il mio stipendio non si dovrebbe  adeguare a quello dei colleghi stranieri, che è notevolmente più alto. Ma anche lasciando stare i soldi, Egregio Signor Ministro, a farmi star  male è proprio tutto il tono delle interviste da Lei rilasciate  sull’argomento, a cominciare da quel “Con gli insegnanti ci vuole il  bastone e la carota” citato nell’incipit. A casa mia il bastone e la  carota sono cose che si usano con gli asini. Se Lei per primo, signor  Ministro, ha una così alta considerazione della nostra categoria da  considerare gli insegnanti equiparabili ai somari, cominciamo bene. Entrando però nello specifico del Suo provvedimento, ci sono parecchie  cose che non mi tornano (del resto sono un asino, me l’ha cortesemente  fatto capire Lei). Per esempio mi sfugge come alzare per tutti a 24 ore la presenza in  classe dovrebbe portare automaticamente un miglioramento della qualità  dell’insegnamento. A scuola, e sono la prima a riconoscerlo, ci sono  anche docenti che fanno poco o nulla. Ma non certo per una questione di  orario. Ora poltriscono per 18 ore, fategliene fare 24, poltriranno per  24 in classe, esattamente allo stesso modo. Chi invece si troverà nelle peste causa aumento dell’orario di docenza  saranno quegli insegnanti che lavorano bene. Perché vede, Egregio Signor  Ministro, da quanto si capisce queste ore in più, che farò gratis et  amore dei, non saranno ore aggiuntive nelle mie classi. Fosse così,  sarei anche contenta. Attualmente io alle medie ho 6 ore di italiano, 4  di storia e geografia. Vogliamo aumentare la qualità dell’insegnamento?  Concedetemi di farne almeno 8 di Storia e Geografia e due in più di  Italiano per classe. Potrei lavorare meglio, approfondire il programma,  avere più tempo per i recuperi di chi rimane indietro e per fare  esercitazioni. No, quelle 6 ore in più serviranno ad ammollarmi un’altra classe da  seguire, e risparmiare così i soldi dello stipendio di un collega. Il  che vuole dire, Egregio Signor Ministro, che io già oggi, con le classi  stipate di 27/30 alunni, ho circa 90 ragazzini da seguire con le mie 18  ore; con 24 ne avrò circa 120. non voglio neanche pensare ai colleghi di  altre materie, tipo lingue. Secondo lei, facendo anche un mero conto a  spanne, la qualità del mio insegnamento migliorerà? No, peggiorerà. Perché adesso le ore a casa, nel pomeriggio, quelle che  tutti credono dedicate al riposo, le passo a correggere pacchi di  compiti, temi, test di grammatica: sono almeno quattro a quadrimestre,  tacendo di quelli che assegno per casa e dei compitini di Storia e  Geografia. E altro tempo lo spendo perché, pensi un po’, mi devo  preparare le lezioni che tengo in classe: sono asina, che vuole, non  sono capace di entrare alla mattina improvvisando. Ho bisogno, la sera  prima, di prepararmi gli schemi, il materiale da consegnare, pensare a  cosa dire perché poi ogni classe è diversa, e la lezione va impostata in  modo differente. Tutto questo, Egregio Signor Ministro, lo faccio oltre alle ore in cui  sono in classe, ma è sempre lavoro. E sono costretta a farlo a casa non  perché sono privilegiata, ma per un semplice motivo logistico: a scuola,  dove è la mia sede di lavoro, non ho né un ufficio né una scrivania, e  il computer che uso per trovare i materiali o crearli è quello che mi  sono comprata con i miei soldi, perché la scuola non me lo dà. Evidentemente ai tecnici del suo Ministero e a Lei tutto questo sfugge,  perché pare che mi sia computato come “lavoro” solo il tempo che passo  in classe, e tutto il resto non esista. Bene, ne prendo atto. Ma la  conseguenza di tutto ciò è che, aumentandomi il tempo di docenza e il  numero di alunni, avrò meno spazio per fare il resto. Il che vuole dire,  Egregio Signor Ministro, che ridurrò giocoforza il numero di compiti  scritti, riciclerò i materiali uguali per ogni classe senza  personalizzarli. Finirò per lavorare di meno a casa e sicuramente peggio  a scuola: non per cattiva volontà mia o per deliberata voglia di  sabotare il Suo meraviglioso progetto, ma per forza di cose. Quindi il  grande risultato della Sua idea non sarà, come dice, aumentare  l’efficienza della scuola e la qualità, ma peggiorarla: chi non ha mai  fatto un tubo continuerà a non fare nulla, chi invece riusciva bene o  male a insegnare qualcosa, si vedrà costretto a ridurre quanto prima era  sempre riuscito a fare, perché lo sforzo fisico di stare anche solo  cinque ore di fila in classe con ragazzi adolescenti e preadolescenti,  con i quali non ti puoi distrarre un attimo, si farà sentire. Per cui, Egregio Signor Ministro, da docente che ogni giorno entra in  classe, questo le volevo dire. Approvi pure il nostro aumento di ore di  docenza, per altro passando a tutti il messaggio che noi insegnanti  siamo degli scansafatiche privilegiati che fino ad oggi han lavorato  poco. Avrà il plauso popolare e Le riuscirà di certo, perché la società,  dopo anni di martellamento mediatico, ne è già convinta, e la  applaudirà. Ma non gabelli questo taglio per uno strumento per aumentare  la qualità della scuola, o migliorare l’efficienza di noi docenti. E’  solo l’ennesimo taglio imposto ad una categoria che al momento non ha la  forza di opporsi, né i mezzi, perché non facciamo neppure un lavoro  considerato socialmente fondamentale, come i tassisti, ad esempio. In  fondo siamo solo quelli che formano le prossime generazioni: degli asini  che meritano un po’ di bastone e manco la carota, ha ragione Lei.

tratto da http://ateneinrivolta.org

13 ottobre 2012

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 16 ottobre 2012 in TEMPI MODERNI

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger cliccano Mi Piace per questo: