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[CLAMOROSO!] La CALABRIA SBATTUTA in PRIMA PAGINA sul “New York TIMES”: CORRUZIONE, MAFIA e CATTIVA POLITICA

09 Ott
La PRIMA PAGINA del NY TIMES con l'articolo sulla Calabria

“Corruption Is Seen as a Drain on Italy’s South”: con questo titolo (che tradotto significa “La corruzione è vista come un dissanguamento nel Sud Italia”)  l’A3, l’autostrada della vergogna, finisce in prima pagina anche sul “The New York Times“, il quotidiano forse più famoso del mondo. Il quotidiano descrive l’opera “incompiuta” per segnalare il fallimento del sistema basato sull’erogazione dei fondi europei che non ha ottenuto lo scopo prefissato di allineare l’economia degli stati del Sud Europa a quelle del Nord. L’analisi punta il dito verso il sistema politico calabrese, basato solo sul “voto di scambio” ed incapace di condurre “fuori dal tunnel” la regione. Così come la politica nazionale che ha sempre visto il sud come un “bacino di voti”. Ovviamente, non resta fuori dall’analisi la ‘ndrangheta, descritta come vera leader della regione. Ed anche il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti fa parte del quadro dipinto dal quotidiano newyorkese.

Di seguito la traduzione completa (non ce ne vogliate per qualche piccolo eventuale errore di traduzione!) dell’articolo che potete trovare nella sua versione “americana” cliccando questo link.

L’autostrada A3 in Italia, cominciata nel 1960 e ancora non finita, inizia fuori Napoli nella città collinare di Salerno e si conclude, senza tanti complimenti, 300 miglia più a sud come una strada locale nel centro di Reggio Calabria. Lungo la strada, è frequente il restringimento della carreggiata a due corsie, con un percorso a ostacoli di cantieri che hanno indugiato per decenni. Pericolosa: ponti sospesi in aria che trapassano le montagne e si affacciano sul mare, gallerie non illuminate  con infiltrazioni nei giorni di pioggia ed, occasionalmente, frane di materiali da lavoro sulle auto di passaggio. Nulla incarna i fallimenti dello stato italiano più nettamente di quanto l’autostrada da Salerno a Reggio Calabria. I critici la vedono come il frutto marcio di una cultura del “voto di scambio”, alimentata dalla criminalità organizzata  (endemica nel sud Italia) che ha sistematicamente truffato lo stato, lasciando la Calabria geograficamente ed economicamente ai margini.

L’autostrada è anche un simbolo di ciò che alcuni paesi del Nord Europa dicono di temere di più riguardo la zona euro: il suo sviluppo è basato in un sistema di welfare in cui il Nord sostiene un pigro Sud Europa e dove le sovvenzioni e sussidi troppo spesso “scompaiono”, con i governi locali che non sembrano in grado – o non vogliono – sfruttare. E la Sa-Rc è l’esempio di come il finanziamento fino ad ora ha prodotto relativamente poco in investimenti produttivi, i quali dovrebbero ora essere d’aiuto al Sud Europa nel tentativo di riemergere dal fossato economico in cui si trova.

In Italia, l’uso improprio dei fondi europei “ha fatto danni enormi perché i fondi sono stati utilizzati male e, come alcuni magistrati dicono, hanno anche alimentato la criminalità organizzata”, ha detto Sergio Rizzo, un autore di famosi libri sulla corruzione politica. “Le regioni meridionali non hanno la capacità di progettare, e finanziare progetti senza risultati. Questo è il problema. “ Mentre il dibattito in Europa si sposta verso la crescita, i funzionari europei citano un bisogno sempre più urgente di responsabilità.

Una delle foto pubblicate sul sito del NY TIMES

Una delle foto pubblicate sul sito del NY TIMES

“Più i fondi europei sono da intendersi come una sorta di medicina per la crescita o come una strategia di uscita per affrontare la crisi economica, tanto più sono necessari maggiori controlli. – dichiara Giovanni Kessler, direttore dell’ufficio europeo anti-frode – Non può essere lasciata solo alla volontà e le capacità delle agenzie nazionali incaricate dell’applicazione della legge.”

Dal 2000 al 2011, l’Italia ha ricevuto più di 60 miliardi di dollari nel finanziamento dell’Unione europea a seguito della presentazione di una vasta gamma di programmi, in settori quali l’agricoltura e le infrastrutture (la maggior parte diretti a sud) e di questi una parte per la costruzione della mezza autostrada. In Spagna, che è stato dato un pò’più di 100 miliardi di dollari, hanno almeno costruito una competitiva rete ferroviaria ad alta velocità (la Grecia ha ricevuto 50 miliardi di dollari, una somma enorme in termini pro capite, con effetti ignoti).

Nel 2001, armati di tale finanziamento, l’Italia ha avviato l’ambizioso progetto di costruire una nuova A3 al posto di quella vecchia, che mancava di una corretta corsia di emergenza. Da allora, quasi 10 miliardi di dollari sono stati spesi per la strada. In seguito, i tribunali italiani hanno trovato il modo per richiedere nuovi investimenti, ed i funzionari europei quest’estate hanno deciso di reindirizzare all’Italia 500 milioni di dollari che l’Europa aveva destinato per altri progetti. Fare un giro per  l’A3 – l’arteria principale in una regione senza linee ad alta velocità ferroviaria con quasi il 20 per cento di disoccupazione totale ed il 40 di quella giovanile – è per molti aspetti come viaggiare attraverso il lato oscuro della storia recente dell’Italia, dove un amalgama di patronato e di corruzione politica ha contribuito a far balzare il debito pubblico italiano al secondo posto in Europa, dietro solo la Grecia.

Da notare ad esempio le case non finite di Rosarno, una zona agricola più nota per violenti disordini razziali scoppiati nel 2010 e che si affaccia sul mare di Gioia Tauro, una città portuale costruita su un’antica necropoli greca dove le casse delle tombe del cimitero sono meglio conservate di alcune case vicine. Poichè il porto non è collegato a strade adeguate o a ferrovie, le navi devono trasferire i contenitori alle imbarcazioni più piccole, e la piccola attività economica rimane locale. Per le autorità, il porto è meglio conosciuto come il punto di arrivo per la maggior parte della cocaina che entra in Europa dal Sud America.

La Cartina pubblicata sul sito del NY TIMES

La Cartina pubblicata sul sito del NY TIMES

Dal momento che il primo cantiere autostradale è stato aperto, tre generazioni di subappaltatori – nominati da tre generazioni di politici – ci campano grazie all’autostrada. Dal 2000, i pubblici ministeri hanno arrestato centinaia di persone coinvolte con l’autostrada, per lo più con l’accusa di corruzione e concussione. Affrontare la crisi del debito in Europa meridionale, con in mente l’A3, significa andare contro una cultura politica-clientelare profondamente resistente al cambiamento. Ed in Calabria i problemi sono ancora più marcati. La regione è controllata dalla ‘ndrangheta (si pronuncia en-Drang-get-ah), la criminalità organizzata più potente  d’Italia, a detta delle autorità.

“La ‘ndrangheta è una sanguisuga”, afferma Roberto di Palma, il magistrato che ha condotto due processi per corruzione legati alla strada. “Dove ci sono grandi opere pubbliche, la ‘ndrangheta ha grande interesse.” I legami tra la criminalità organizzata e politici locali sono profonde. Ad oggi, 3 su 51 membri del Consiglio regionale della Calabria sono stati arrestati con l’accusa di legami con la mafia. Il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, è attraente un basso tribunale condanna in un caso di corruzione ed è sotto inchiesta in quattro ambiti (nessuna relazione con l’autostrada). In un’intervista nel suo ufficio a Catanzaro, il Presidente Scopelliti respinge tutte le accuse. Alla domanda su quale fosse la sua strategia per migliorare le triste prestazioni economiche della regione, ha indicato solo la sua richiesta più recente per il finanziamento da Bruxelles: 2,2 miliardi di dollari.

In molti modi, la Calabria fa da esempio relativamente alla crisi di responsabilità da parte dell’Unione europea. “La Commissione europea non è come il Fondo Monetario Internazionale, che può porre condizioni su un prestito – afferma Massimo Florio, professore di economia presso l’Università di Milano – e manca anche il potere di un governo federale per il monitoraggio della spesa.”

“Alla fine è come se gli Stati membri ritengano che essi siano loro soldi”, afferma il professor Florio.

Ed in Calabria è stato un invito aperto alla corruzione. In una dei vari processi, i pubblici ministeri hanno stabilito che l’A3 sia gestita dai clan della ‘ndrangheta. Utilizzando le intercettazioni telefoniche, hanno scoperto che non meno di una dozzina di famiglie stabilirono degli “accordi di pace” per spartirsi lavoro e tangenti. In un processo in cui sono state condannate 22 persone per associazione mafiosa ed altri reati, i pubblici ministeri ha esaminato uno dei sei grandi cantieri di lavoro dell’autostrada ed hanno trovato ampie prove di ciò che chiamano la “regola del 3 per cento”, in cui i subappaltatori chiedono sul prezzo un 3% in più allo stato ed i clan intascano questa differenza. Inoltre, essi hanno documentato il modo in cui i clan decidano gli appalti e, tra le persone assunte dalle ditte, spesso sono loro amici e parenti. Nel corso degli anni, ben 6.000 lavoratori sono stati impiegati da centinaia di subappaltatori. (Nessuna delle grandi imprese di costruzione italiane del centro o del nord sono state condannate per alcun crimine.)

“Il sud è una terra di opere incompiute perché il lavoro terminato non paga” commenta Aldo Varano, giornalista ed autore di diversi libri sulla Calabria.

Il lavoro rallenta ogni volta che le autorità condannano i subappaltatori per corruzione. Ma il problema va ben oltre la corruzione: nell’Europea meridionale i politici hanno sempre offerto ai cittadini il lavoro finanziato dallo stato in cambio di voti.

“Il problema è politico”, continua Varano, mentre guarda la Sicilia attraverso lo stretto di Messina da Reggio Calabria. “Una volta il Sud era un serbatoio di manodopera; poi negli anni ’70, c’è stato uno cambiamento: esso è diventato un grande serbatoio di consensi elettorali”,aggiunge, riferendosi ai voti  della Calabria che hanno contribuito ad accrescere il potere dei governi succedutisi negli ultimi 25 anni. Per proteggere questi voti, i governi “devono spendere soldi, non per gli investimenti e per lo sviluppo, ma in modo clientelare” afferma.

In qualsiasi momento, circa 1.000 persone sono impiegate in autostrada e relativi progetti, secondo l’autorità autostradale italiana, ANAS. Ma in un paio di controlli, non più di una manciata erano sempre presenti e tra essi un solo alcuni indossavano l’elmetto.

Questo sistema di “voto di scambio” è ora sotto esame dopo una serie di recenti scandali per corruzione in tutta Italia.  Questi scandali, hanno ulteriormente  decretato un nuovo calo di fiducia verso l’intera classe politica, la cui incapacità di gestire l’economia ha portato alla formazione di un governo tecnico guidato da Mario Monti. Pochi calabresi hanno fiducia nei loro politici e credono che l’autostrada non vedrà mai una fine. “Io non penso che verrà mai finita” – afferma Salvatore Emilio, un barista di Gioia Tauro – “C’è troppa carne di porco”.

Tuttavia, il quadro non è completamente negativo. Oggi, 270 km  di circa 500 di autostrada sono stati ricostruiti, e quasi 400 km sono aperti al traffico. ANAS ha detto che i restanti oltre 100 km saranno completati entro la fine del 2013. Alla domanda su quanto sia concreta la possibilità di concludere i lavori per quella data, Sebastiano Wancolle, un ingegnere che supervisiona l’autostrada per l’ANAS, respirando profondamente, afferma: “L’obiettivo è impegnativo”, dice, “e non tutto dipende da noi.” Wancolle mostra due viadotti di sospensione quasi completati, i quali abbracciano un passo di montagna ripida con sotto lo splendente color blu del Mar Tirreno. Una macchina correva davanti alla collina dove una colata di fango ha colpito la strada nel 2010. “Quel giorno per fortuna nessuno è rimasto ferito;  era il festa della Madonna di Fatima”, aggiunge Wancolle.

In un’intervista a Roma, Fabrizio Barca, Ministro per la Coesione Territoriale del Governo Monti, afferma che per troppo tempo sono stati spesi male i soldi per il sud: “Ciò che il Sud chiede è dei diritti come cittadini”, afferma Barca. “La qualità dei servizi di base ed essenziali è inadeguata. In Calabria il problema è particolarmente grave. “

Alla domanda se avesse alleati politici in Calabria, il suo viso cambia profondamente espressione per poi concludere: “Diciamo che il rinnovo del sud non parte dalla Calabria.”

Articolo a firma di Rachel Donadio con il contributo di Gaia Pianigiani per il reportage

TESTO TRATTO DAL SITO http://www.lafilosofiareggina.it/2012/10/08/corruzione-mafia-e-cattiva-politica-il-new-york-times-sbatte-in-prima-pagina-la-calabria/

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