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MATTEO PUCCIARELLI – Manuale di sopravvivenza per le primarie del centro-centrosinistra

21 Set

mpucciarelli2 Inermi cittadini inghiottiti dal caos della frenetica vita post-moderna e post-industriale hanno a che fare – da qui a non si sa quando – con un’altra potentissima arma di distrazione di massa: le primarie del centro-centrosinistra.

 

Non contenti di esserci sparati europeo di calcio, olimpiadi 24 ore su 24, paraolimpiadi, inizio di campionato di serie A (soprattutto serie B: ricordo che il Livorno è primo in classifica, finalmente una buona notizia a sinistra), eccoci finalmente e nuovamente tifosi appassionati muniti di tamburi e link da condividere via Facebook per la sfida interna al campo “progressista” – il quale poi un domani si alleerà con i moderati.

Hanno appena cominciato e già non se ne può più. Non si sanno le regole, non si conosce la coalizione, né le date delle primarie. Nulla, non si sa nulla. Li vedi tutti lì a parlarsi addosso sui giornali («sei un socialdemocratico!», «e te sei vecchio», «liberista!», «cattolico reazionario!», «laicista!», «vetero!», «statalista!»: ah ma questi stanno tutti nella stesso campo “progressista”?), paginate interminabili in cui l’unica cosa chiara è questa: si stanno contando in vista delle elezioni, qualcuno rimedierà un tot deputati, qualcun altro un paio di ministeri, altri ancora chissà cosa.

In un qualche modo però bisognerà uscirne fuori. Non si può non partecipare, perché sennò sei uno dell’antipolitica – e invece Tabacci che si candida per l’Api è sfoggio di riformismo responsabile.

Opzione 1

Salire sul carro del vincitore sin da subito. Consultare i sondaggi, anche quelli che si vendono sul mercato nero, andarsi a ristudiare il metodo D’Hondt e farsi i propri conti: vincerà Bersani con estrema fatica. Rimediare quindi il numero di Stefano Fassina, fingersi segretario 25enne di un circolo Pd in crescita in provincia di Cardeno (non esiste, ma suona bene),  ricordare l’esempio di Olof Palme, esprimere solidarietà per la cacciata dal corteo Alcoa e attendere qualche giorno. Si ricorderà di voi, statene certi. Almeno un ruolo guida di una comunità montana ci scappa.

Opzione 2

Sostenere l’impossibile narrazione e perdere così bene che sembrerà d’aver vinto. Quindi fare campagna per Vendola. Il quale da mesi, anni, ripete che si è rotto delle belle sconfitte, ora vuole vincere. Infatti i sondaggi lo danno al 14 per cento. Meno di Fausto Bertinotti nel 2005. Cosa ci guadagnate? La pace con voi stessi e con i vostri avi comunisti che però andavano a messa. Siete perdenti, lo sapete; ma andrete al governo con un ministero forte (quello della Marina Mercantile) e se va bene dal 2013 al 2018 ci scappa la stabilizzazione di mille precari in Sicilia più la partecipazione gratuita a una decina di convegni dal tema “Quale uscita a sinistra?” o una cosa del genere con rinfreschino finale.

Opzione 3

Provare la mandrakata. Giocare d’azzardo insomma. Quindi buttare tutte le fiches su Renzi svendendo un pezzo d’anima, quella che v’è rimasta dopo che siete diventati grandi. #OccupyPotere, cambiare tutto per non cambiare nulla, brigate Gattopardo.  Assalto al cielo? Assalto al ministero. Posti, prebende, cda, Montezemolo, Confindustria, portaborse coi portaborse: se vince fate bingo, e oltretutto con la divisa ufficiale da renziano di ferro (camicia bianca, cravatta cool, accento toscano sapientemente levigato) pare si rimorchi più di Califano.

Opzione 4

Partecipazione disfattista propensa all’inutilità. Siete così svogliati che sosterrete candidature votate al martirio: Puppato, quindi. Andate a un comizio, lo registrate e lo usate a mo’ di fiaba, così i bimbi s’addormentano subito. Stupendamente velleitari, felici della vostra superiorità fine a sé stessa, come quelli che vanno in bici in mezzo al traffico sperando che fra 75 anni gli italiani capiranno che l’auto inquina e non fa bene nemmeno al fisico.

Opzione 5

Critici. Siete gente seria voi (ascoltaste il discorso di Veltroni al Lingotto prendendo appunti per un’articolessa pubblicata sull’inserto “I saggi dei lettori” sull’Unità – così vi dissero dalla redazione, poi avete scoperto che l’inserto non esisteva). Sicché ora prendete i programmi e li mettete a confronto. Chi davvero ha ricette vincenti per superare la crisi? Chi non racconta balle ma presenta soluzioni concrete? Poi scoprite che i programmi non ci sono, quindi vi incazzate e denunciate la cosa da qui alla fine delle primarie – supplizio. Sappiate che purtroppo le tifoserie tifano di default, sticazzi dei programmi. Basta una carta d’intenti dai, non fate i perfettini.

Opzione 6

Vocazione cerchiobottista tendente al democristianesimo. Di Bersani ammirate il pragmatismo, di Renzi la freschezza, di Vendola apprezzate la sensibilità, credete che la Puppato sia un risorsa e che dopotutto Tabacci stia lavorando bene. Ecco, trasformate la frase – supercazzola in prima persona, spammatela sui vostri spazi e accarezzate il sogno: finirete editorialisti del Corriere della Sera.

Matteo Pucciarelli

Tratto da: Micromega

(20-09-2012)

 
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Pubblicato da su 21 settembre 2012 in SATIRA

 

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