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Giornalista infiltrato racconta come si producono gli iPhone 5: agghiacciante

17 Set

 

Che  i ritmi di lavoro nei paesi orientali (Cina e Giappone) fossero  quantomeno frenetici è cosa risaputa da tempo. Fiumi di inchiostro sono  stati utilizzati per descrivere pratiche e metodi di lavoro in questi  paesi in decine di volumi di sociologia del lavoro. Guardate cosa  succede nella Foxconn International Holdings, la più grande  multinazionale nel settore dei componenti elettronici, con un giro  d’affari da circa 60 miliardi di dollari e più di 1 milione e 200 mila  dipendenti. Si parla del gigante taiwanese dove nascono e vengono  assemblati tutti gli esemplari del marchio di Steve Jobs, dagli iPad agli iPhone. Da tre anni a questa parte però la Foxconn è  stata più volte citata sulle pagine di cronaca a causa di una serie di  suicidi che hanno coinvolto i suoi dipendenti, stressati dall’iperlavoro  e dalle pessime condizioni di vita. Un giornalista cinese dello Shanghai Evening Post: fingendosi  un operaio è entrato nella fabbrica di Tai Yuan, nella provincia cinese  dello Shanxi, e ha pubblicato un diario della sua esperienza.

“La prima notte nel dormitorio è stato un incubo”, si legge nel  reportage. “Il dormitorio intero puzza di spazzatura: un misto di odore  di immondizia, sudore, sporco. Fuori da ogni stanza ci sono accatastati  rifiuti non buttati. Quando ho aperto il mio armadio, ho visto sgusciare  fuori scarafaggi e le lenzuola che vengono distribuite ad ogni nuovo  lavoratore sono sporche e piene di cenere”.

E ancora: “Il giorno dopo la firma del contratto, in  cui si fa molta attenzione ai doveri dei lavoratori e meno ai suoi  diritti, ci hanno riunito in una sala e siamo stati informati della  storia della società Foxconn, delle politiche e delle misure di  sicurezza”, scrive il reporter cinese. “Potrebbe non piacervi il modo in  cui verrete trattati – avrebbe detto un istruttore – Ma vi assicuro che  è per il vostro bene”. Qualcuno avrebbe anche chiesto delucidazioni  sulla vicenda dei suicidi. Gli incaricati della gestione del personale  “non hanno evitato l’argomento” scrive il reporter, “ma lo hanno  liquidato in poche parole”. “Qualcuno ha detto che le condizioni cattive  di vita e di lavoro sarebbero responsabili dell’alto tasso di suicidi  all’interno della fabbrica”, racconta ancora nel diario. “Ho notato che  tutte le finestre del dormitorio hanno grate metalliche che fanno  sentire i dipendenti in prigione”.

Il giorno del debutto. Finalmente il giorno  dell’ingresso nella fase produttiva. Dopo i giorni di apprendistato il  giornalista arriva alle macchine. “Abbiamo raggiunto l’ingresso del  piano di produzione. Se il metal detector alla porta d’ingresso trova il  lavoratore in possesso di qualsiasi materiale metallico, come la fibbia  della cintura, orecchini, macchine fotografiche, telefoni cellulari,  lettori mp3, l’allarme suona e viene licenziato sul posto”. È quanto  accaduto ad un dipendente che portava con sé un cavo di ricarica Usb. E  una volta a lavoro non ci si può fermare, neanche per un minuto: “Un  nuovo lavoratore che sedeva di fronte a me era esausto e si è fermato  per qualche minuto”, ha raccontato il giornalista. “La vigilanza lo ha  notato e lo ha punito chiedendogli di stare in un angolo per 10 minuti,  come a scuola”. Il giornalista ha lavorato ininterrottamente tutta la  notte, fino alle 6 di mattina. Secondo i suoi calcoli, i lavoratori di  Foxconn devono marchiare 5 dispositivi – la parte posteriore – al  minuto. Si parla di 3mila ogni 10 ore di lavoro. “Ciascuna linea di  produzione può arrivare a produrre 36mila parti in mezza giornata –  scrive il reporter cinese – è spaventoso”. E al termine della giornata  lavorativa di 10 ore un supervisore avrebbe detto: “Chi vuole restare a  lavorare fino alle 5 del mattino? Siamo tutti qui per fare soldi!  Lavoriamo più sodo! Dovete sentirvi onorati di partecipare alla  produzione di un oggetto così prezioso come l’iPhone 5!”. Sapete a  quanto ammonterebbe il compenso di due ore supplementari? la miseria di 2  euro!

Fonte: Controcopertina

Ecco uno dei primi video tradotti da Informare Per Resistere

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settembre 2012
 
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Pubblicato da su 17 settembre 2012 in ESTERI

 

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