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Canterà da usignolo il fucile d’oro. A Roberto Roversi, 1923 – 2012

17 Set

Scritto in data 15/09/2012 at 11:56 am da

 

Roberto Roversi

Italia Italia Italia. Dice: il Che mi è caro e non è morto mai. Dice: in tanti lo fischiano io continuo a cantarlo. È il mio eroe di Alamo e la vita è battaglia all’ultimo sangue alle volte capita di dover fare di potere rischiare e di dover cadere. Hanno memorie rapide e leggere i mandarini di casa nostra.

[…]

Le miserie d’Italia maledizione d’Italia numero otto una volta gli aranci oggi una nuvola nera dove il mare ora l’onda si ferma nel rosso del fuoco tramonto dove la speranza intera e uomini pescatori di spade oggi pervade la landa un’idea di miseria dolore ho visto molte ombre nel corso di questa giornata ho potuto contare le orme ricordo in Italia minuetti sui piedi danzanti ariette napoletane in un cielo di Giove oggi crateri a Palermo vulcani a Milano con voli improvvisi di morte inesorabile fato questa antichissima Esperia nel fango non ha destino il futuro. Ammanettati con piccole catene d’oro simulacri di uomini tomba ridono liberi a Roma. Sono difesi da pietre porte di una città devastata. Solo il fucile d’oro è arbitro di queste contese se canta da usignolo sarà un nuovo mattino.

Da: Roberto Roversi,  Trenta miserie d’Italia [Quarta parte de “L’ Italia sepolta sotto la neve”], Sigismundus, Ascoli Piceno, 2011
 
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Pubblicato da su 17 settembre 2012 in TEMPI MODERNI

 

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