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GIALLO [e] ROSSO – TU sì RICCHIONE! [ Apicella a Malgioglio, L’Isola dei Famosi, 2012 ]

14 Feb

CARTELLINO ROSSO: “e poi e poi e poi e poi” (cit.)

TU Sì RICCHIONE (cit.)

A quel deprecabile “TU Sì RICCHIONE” (m)andato in onda durante una delle ultime puntate del Reality di Rai Due “L’Isola dei Famosi”, all’indirizzo del ciuffo blondie di Cristiano Malgioglio. Colpevole fu tale Mariano Apicella, ma non chiedetemi chi sia o quale venerabile curriculum l’abbia fatto approdare a Cayo Qualcosa, in America (vi saprei soltanto dire che è campano e cantava canzoni napoletane per conto e in compagnia di un ex cantante di Crociere ormai molto celebre in tutto il mondo!).. Ma cerchiamo innanzitutto di capire, almeno per sommi capi, che cosa è successo.

I FATTI – Nel corso della puntata incriminata de “L’Isola”, viene mandato in onda un video di quel pomeriggio in cui un gruppo scelto di naufraghi visiona e commenta un filmato dei loro colleghi “avversari”. In particolare, durante la clip, Malgioglio afferma tra l’altro di non conoscere (neanche lui!) Apicella e di non sapere cosa mai possa aver cantato nella sua prodigiosa carriera. Per tutta reazione il campano commenta con uno stizzito “Tu sì Ricchione, Io NO!” , che verrà successivamente stigmatizzato dall’Inviata sull’isola, l’ex Onorevole Vladimir Luxuria. Nonostante questo, il nostro Malgioglio va su tutte le furie ed accusa il conduttore Nicola Savino e la produzione Rai di non averlo tutelato abbastanza, ossia di non aver censurato a dovere quel video cosa che (testuali parole ) “con Simona Ventura non sarebbe mai successa”. La recentissima “Cronaca” vuole il “nostro” Cristiano sulla via del rientro verso l’Italia, deciso ad abbandonare il programma per via di un’offesa che considera tale soprattutto per la sua dignità di essere umano. (continua dopo il filmato)

DI seguito il Video con la frase di Apicella e le repliche di Vladimir Luxuria e di Malgioglio.

RICCHIONE! – Tralasceremo qui ogni sorta di giudizio e/o commento su chi sia o cosa abbia fatto Mariano Apicella in vita sua: non è questa la sede più opportuna e non vogliamo lasciarci influenzare da quanto accaduto. Tuttavia ci sembrava doveroso citare questo episodio come emblema dell’ignoranza che governa in toto il nostro Paese. Se per un verso l’episodio di per sé può essere considerato di sicuro “politicamente scorretto”, da ben altro punto di vista mostra purtroppo quanto ancora gretta, arretrata e incivile sia una larga parte della popolazione (super-cattolica!) italiana.

E si tratta di un dramma, signori, di un vero e proprio dramma, se solo si pensa alle piccole realtà locali dell’entroterra o peggio ancora del Meridione!

Se a un tale Signor Apicella esce con estrema naturalezza una frase del genere, signori miei, siamo alla frutta! E certo la TV di oggi non aiuta, tutt’altro! I “ricchioni”, pardon, i gay, o gli omosessuali che dir si voglia, vengono rappresentati nel peggiore dei modi, quando non indicati come “categoria da tutelare”, quasi fossero appestati o forse meglio dire sorvegliati speciali da difendere. Ma in un Paese civile non dovrebbe essere così, i gusti e gli orientamenti sessuali innati in una persona non dovrebbero rappresentare pensiero di altri o entrare negli affari di chicchessia!

E invece la TV si ci accanisce morbosamente, ne riprende alcuni tratti (i più “televisivi”) e li sputtana ai quattro venti amplificando i lati più comici di ciascun “ricchione” da televisore che, come in un circo, dovrà poi esibirsi a dovere: si va dalla “checca isterica” di qualche reality show al “frocio” che ce l’ha fatta nonostante sia frocio (sic!) e ha sfondato nel suo settore,  passando per qualche sparuto esempio di cantante o presentatore o giornalista o attore che – se è andata bene – ha fatto outing con non poche difficoltà o imbarazzi.

Quello che dà fastidio da telespettatore forse un po’ più consapevole è l’assoluta ignoranza dei Signori Nessuno, i quali ergendosi a giudici onniscenti (ma-dde-ché??)  attribuiscono una valenza discriminante alla sfera sessuale di altri individui.

La domanda però, a questo punto, nasce più che spontanea:

Ma perché non si fanno piuttosto un chilo e mezzo di cazzi loro?!?

Avrei voluto scrivere molto di più, in verità, ma non vorrei che questi pensieri disordinati sull’argomento assomigliassero troppo ad una pretestuosa “Apologia del Ricchione” (senza offesa per nessuno!)…

Ok, siamo culturalmente influenzati da una sorta di diffidenza e dal timore per qualcuno che “non è come siamo noi”, e probabilmente molti di noi usano termini come frocio, checca, ricchione, in senso dispregiativo nella vita di tutti i giorni, senza neanche pensarci.

Ma questo non autorizza nessuno a parlare a vanvera in televisione e men che meno il Signor Apicella può permettersi il lusso di offendere l’intelligenza o la sensibilità di telespettatori – etero e non – che chissà per quale motivo (ignoranza?) ancora si ostinano a decretarne il successo…

ALS [1] Camera Collettiva

 
 

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