Spero di regalarvi un po’ più di un sorriso, e con questo Video vi auguro un buon Week-End! [1]
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Berlino, la metro scoppia a ridere: il video diventato virale in tutto il mondo [VIDEO]
Sono oltre due milioni di persone, questo dicembre, ad aver visto su YouTube un video che ha la pretesa di smentire le voci secondo cui i tedeschi sono le persone con meno senso dell’humor al mondo. Da quanto riportò il Telegraph ad inizio 2011, infatti, un sondaggio condotto per il noto sito d’incontri Badoo vedrebbe il popolo teutonico come quello con meno senso dell’umorismo di tutti.
In questo clip di tre minuti, caricato dall’utente amecking il 7 dicembre, le persone all’interno della metropolitana di Berlino iniziano a sbellicarsi contagiosamente. Parte tutto da una signora che inizia a ridere guardando il suo cellulare, attirando piano piano le risate di praticamente tutto il vagone. C’è pure chi sembra imbarazzato, come l’uomo vestito di nero che cammina guardandosi intorno, forse credendo di suscitare lui stesso l’ilarità generale. Mentre il resto delle persone ride, dalla signora bionda alla donna con i capelli rosa e blu.
di Flavio Li Volsi 22 dicembre 2011 1:56 am
Tra i commenti del video c’è chi ipotizza scherzosamente l’uso di sostanze stupefacenti, ma una cosa è certa: la risata contagiosa è uscita dalla metropolitana ed è arrivata dentro alle case di tutto il mondo.
Euroscopo – Diego Marani
In questo mese di novembre, sotto il segno della Bancarotta, gli europei dovranno volare bassi. Ma con un po’ di fortuna la tempesta passerà senza fare troppi danni. E allora risorgerà ancora più luminosa la costellazione delle Dodici stelle.
Intanto per gli slovacchi si annuncia un tempo favorevole agli affetti: potrebbero innamorarsi di nuovo dei cechi, o stavolta degli ungheresi, o chissà perfino dei rom. Sempre meglio che starsene lì da soli tutti incazzati.
Per i tedeschi è tempo di cambiare: smettetela con il pessimismo, sposatevi una greca e evadete un po’ di tasse! Vi sentirete subito meglio!
Inglesi ci avete scocciato: o dentro o fuori. Intanto siete circondati! E allora uscite dal Commonwealth a mani alzate e arrendetevi. Non vi sarà fatto alcun male. La vostra birra calda potete tenervela. Vogliamo solo la vostra regina: è per i francesi. Carlà è sempre in giro e allora le serve una baby-sitter per Dalia.
Finlandesi, abbassate la sauna ché sennò rischiamo di restare senza gas e l’inverno è ancora lungo.
Maltesi non crediate che ce la siamo bevuta che la vostra è una lingua. Siete ancora in tempo a scegliervene una credibile fra le tante che abbiamo in Europa.
Polacchi, su con la vita! Nessuno ce l’ha con voi. Siamo in tanti ad aver perso qualche guerra eppure non ci pensiamo più da un pezzo!
Spagnoli, le anime dei milioni di tori che avete matato verranno a turbare i vostri sogni. Vi libererete soltanto con una grande corrida spiritica dove i tori siete voi.
Italiani, che dire? Da noi tutto sembra sempre una brutta partita di calcio, nella migliore tradizione italiana. Ma stavolta sembravamo francesi. Il governo Berlusconi era come la nazionale di Domenech. Adesso però andiamo agli europei con una squadra del campionato amatori.
da: ilfattoquotidiano.it
Attention! Twitter ment! @palazzochigi e l’analfabetismo digitale – Tiziano Bonini
La notizia, seppur piccola, è questa: è stato chiuso il profilo Twitter di Palazzo Chigi. Non quello vero, che non esiste nemmeno, ma quello “fake”, falso, finto, fittizio, finzionale. È un profilo che esisteva dal 2009, di cui non si conosce l’autore, e che prima del cambio di governo aveva come immagine quella di Silvio Berlusconi. I tweet di questo profilo si erano fatti più intensi in questi ultimi giorni e l’immagine di Silvio era sostituita con la faccia bonaria di Monti. L’impressione era stata subito quella di una fiction ironica in 140 caratteri, ben riuscita e divertente. All’indomani del cambio di governo il tenore dei tweet era questo: “Italia è ora di dormire. Domani iniziano i sacrifici. Dormire presto significa risparmiare energia e avere una vita rigorosa e austera”.
In molti ci eravamo appassionati ai tweet di @palazzochigi, ai suoi messaggi d’incoraggiamento all’austerità, alla frugalità, all’operosità del nuovo corso di governo, un nuovo stile di vita, più sobrio e più adatto a questi tempi di crisi. Il profilo era palesemente un fake che utilizzava la grammatica di Twitter (nessun obbligo di corrispondenza tra profilo reale e profilo twitter) e il linguaggio della fiction a fini ironici/critici/satirici intorno al presidente del consiglio. La traduzione, su Twitter, della satira politica televisiva fatta con maschere ed imitazioni, più o meno.
Eppure, le masse, da Orson Welles ad oggi, per certi versi non cambiano mai. Nemmeno se queste masse sono su Twitter e siamo nel 2011. Nel 1938 1.7 milioni di americani credettero allo sbarco degli alieni (su 6 milioni di ascoltatori) soltanto perché “l’ha detto la radio”, senza fare nessuna distinzione, senza nessun controllo incrociato delle fonti, senza “se e senza ma”. In Italia, nel 2011, centinaia di utenti Twitter hanno per giorni preso sul serio il profilo di @palazzochigi solo perché “la foto sembra la sua” (l’ho letto coi miei occhi) o perché, semplicemente “l’ha detto Twitter”, ergo non può essere falso. I più accorti invece, sembra che si siano incazzati parecchio (vedi il deputato PD Andrea Sarubbi, che ha chiamato la polizia postale), e qualcuno ha gridato al “furto di identità” (non Mario Monti, che sobriamente, austeramente, frugalmente, non ha tempo per cazzeggiare su Twitter). La reazione di molti è stata incredula: ma come! Come si osa sostituirsi a @palazzochigi, come si osa mescolare le acque, infiltrare il dubbio, spacciarsi per Monti! Ho letto tweet di indignados per la falsità di questo profilo, tweet bacchettoni e giustizialisti, per paura che altri ci cascassero (ci sono cascati), o perché “guai a farsi gioco delle autorità”, soprattutto ora che ci devono salvare il Paese. Poi sono spuntati i Social Eroi (210 followers) un gruppo che si definisce “professionista super equipaggiato di esperienza e talento. La sua missione è smascherare i SocialCriminali e rendere il web un posto migliore!”, a schierarsi dalla parte della Legge (quale?): una triste karma police a caccia di “criminali”, pronti a igienizzare la Rete da qualsiasi ironia.
Io invece mi sono divertito. E ora che il profilo è stato chiuso, mi dispiace. Era un profilo innocuo, che faceva ridere, perché irrideva il potere spacciandosi per esso: un innocuo gioco di uso tattico dei media. Perché, se la grammatica del medium me lo permette, è normale che prima o poi qualcuno più smanettone con questa grammatica ci giochi. Famoso è stato il caso del profilo fake della Regina di Inghilterra (che oggi ha 498 mila followers, più di quello ufficiale), ma non mi pare che lassù se la siano presa tanto come qui da noi. Hanno saputo riconoscere il gioco, il carattere finzionale. Da noi invece no: hanno scoperto che Twitter può anche “mentire” (Benvenuti nel mondo digitale / benvenuti nel deserto del reale) e hanno iniziato a gridare allo scandalo. Ho paura che questi bacchettoni / idioti digitali che hanno spinto alla chiusura del Fake, si siano risentiti così tanto perché l’hanno intesa come una presa in giro della propria (poca) intelligenza. Vi invito allora a creare altri dieci, cento, mille profili fake di palazzo chigi o di qualunque altra entità, per seppellire i bacchettoni con una risata.
Se un manipolo di analfabeti non è capace di decodificare e contestualizzare i contenuti e gli obiettivi di un profilo fake come @palazzochigi il problema rimane loro, non di Twitter. Ed è attraverso casi come questo che si alza il livello medio di attenzione nei confronti dei media. Così come lo sbarco degli alieni di Welles risvegliò gli americani dal torpore dei media elettronici, piccoli casi mediatici come @palazzochigi serviranno a risvegliare le menti intorpidite dei nuovi idioti digitali, che invece di incolpare se stessi per l’incapacità di decodifica del messaggio, se la prendono con gli autori del messaggio, perché insieme al messaggio non hanno allegato le istruzioni d’uso. Ma se mi dai le istruzioni d’uso, dov’è il divertimento?
Da: doppiozero
Neuro e Seuro – Diego Marani
Neuro e Seuro
Avremo dunque un euro nordico chiamato neuro e un euro “sudicio” chiamato seuro. Erano anni che lo aspettavo. Da linguista, da umorista e ancora di più da europeista, la nascita del Neuro è una grande soddisfazione. Perché finalmente sapremo cosa vuol dire neuropsichiatra e su cosa si basa la sua cura, potremo chiamare ogni crisi finanziaria con il suo vero nome: nevrosi e così anche Mario Draghi: neurologo. Avrà infine un nome quel dolore di aprire il portafoglio che tutti sentiamo: la nevralgia.
Meno chiare saranno le conseguenze del seuro. Non suonerà comunque mai bene un film dal titolo “Per un pugno di seuro”. Troppo vicino al sauro, il seuro sarà una valuta nata vecchia. Ma ci offrirà una raffica di neologismi: il brontoseuro sarà chi brontola per tirar fuori i soldi, il tirannoseuro sarà chi paga una miseria. Inesorabilmente ipotetico con quel “se” davanti il seuro, farà di ogni prezzo una disputa. In Grecia sarà filosofica: un’aristotelica tesi che dovrà passare per l’antitesi prima di farsi sintesi. Tesi: 20 seuro, antitesi 5, sintesi 10. Il seuro sarà il prezzo auspicato, ma come una volta servirà la contrattazione per arrivare al veuro: il prezzo vero.
Sarà impossibile cambiare direttamente seuro in neuro. Bisognerà passare dal dollaro, per non spaventare i tedeschi. Loro il nuovo euro lo chiameranno der neuro, poi der deutsche neuro, poi der deutsche e infine der deutschemark.
da: ilfattoquotidiano.it
Halloween, i celti e il relativismo – di Umberto Eco
Secondo alcuni cattolici la festa delle zucche illuminate è relativista ed è una forma di americanismo deteriore. Eppure è nata in Europa dove, pur avendo origini pagane, è stata cristianizzata
(10 novembre 2011)
Non so bene in che senso Halloween sia relativista, ma accade al relativismo quello che accadeva all’epiteto “fascista” nel Sessantotto, per cui era fascista chiunque non la pensava come te. Preciso inoltre che non nutro una particolare passione per Halloween (se non perché l’amava Charlie Brown) e so benissimo che la festa in America viene usata da satanisti e pedofili per abusare dei bambini che i genitori hanno la dabbenaggine di lasciar uscire di sera. Obietto solo al fatto che si tratti di deteriore importazione dall’America. Ovvero, lo è, ma di ritorno, perché Halloween è nata come festa pagana nell’Europa celtica e in certi paesi dell’Europa del Nord dove è stata in qualche modo cristianizzata.
E’ accaduto insomma ad Halloween quello che è accaduto a Santa Claus, che in origine era San Nicola di Bari, che poi era turco, e pare che dalla festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) sia venuto appunto Santa Claus. Poi Babbo Natale si è fuso con Odino, che nella mitologia germanica portava doni ai bambini, ed ecco la parentela tra un rito pagano e una festa cristiana.
Personalmente sono in polemica anche con Babbo Natale, perché a me i doni li portavano e Gesù Bambino e i Re Magi – e per questo sono andato recentemente a controllare nella cattedrale di Colonia se i resti dei tre re sono ancora lì, dopo che Rainaldo di Dassel e il Barbarossa li avevano rubati a Sant’Eustorgio in Milano. Ma già ai miei tempi mi irritava che alcuni bambini, anziché ai Re Magi, dessero credito alla Befana – che tra l’altro è anch’essa figura di origini pagane, molto vicina alle streghe di Halloween, e se le gerarchie ecclesiastiche non se la sono presa troppo con lei è perché si era in qualche modo cristianizzata ispirando il proprio nome all’Epifania. Per cui, dopo la Conciliazione, fu accettata anche la Befana Fascista.
Nella polemica su Halloween una voce fuori coro è stata quella di Roberto Beretta (“Avvenire” del 23 ottobre), che ha suggerito prudenza nello sparar anatemi e indire crociate pastorali perché con Halloween “la Chiesa vien ripagata della sua stessa moneta. Già. Fu almeno dal IV secolo, infatti, che la saggezza dei Padri… ha preferito mediare anziché cancellare, sovrapporsi e trasfigurare piuttosto che annullare, incenerire, seppellire, censurare. Ovvero: le feste pagane, i nostri antenati le hanno sapute “cristianizzare”".
E basta ricordare che lo stesso Natale è stato fissato il 25 dicembre (data alla quale nessun Vangelo suggerisce che Gesù sia nato, e anzi secondo calcoli astronomici la stella avrebbe dovuto apparire d’autunno) per venire incontro agli usi pagani e alle tradizioni germaniche e celtiche in cui si celebrava Yule, ovvero la festa del solstizio d’inverno, da cui viene anche l’albero di Natale (ma io sono di quelli che preferiscono il presepio francescano, perché richiede più fantasia, mentre un albero di Natale lo sa decorare anche una scimmia dovutamente addestrata).
Dunque – anziché strapparsi le vesti – basterebbe cristianizzare anche Halloween, come suggerisce sempre Beretta: “Se dunque Halloween (che, ricordiamolo, significa letteralmente “vigilia di Ognissanti”) dovesse riprendere le sue vesti celtiche – vere o presunte che siano – o piuttosto ammantarsi di lustrini consumistici oppure celarsi sotto rituali più o meno “satanici”, non farebbe che riappropriarsi di un territorio già suo; e a noi resterebbe semmai da meditare come e perché non ci sia data la forza culturale (e fors’anche spirituale) per ripetere l’impresa dei nostri antedecessori”.


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