RSS

Quel Giorgio Bocca dal sapore razzista (da fanpage.it)

27 dic

Mentre la Stampa nazionale incensa la figura del giornalista scomparso, è lecito e necessario volgere lo sguardo a quegli aspetti cupi della sua personalità. Su tutti un disprezzo profondo per gli italiani del Sud.

“Insomma, la gente del Sud è orrenda (…). C’era questo contrasto incredibile fra alcune cose meravigliose e un’umanità spesso repellente. Una volta, a Palermo, c’era una puzza di marcio, con gente mostruosa che usciva dalle catapecchie. Vai a Napoli ed è un cimiciaio, ancora adesso. Una poesia il modo di vivere di quelle parti? Per me è il terrore, è il cancro. Sono zone urbane marce, inguaribili.
Giorgio Bocca

Se n’è andato anche Giorgio Bocca. Fiumi di inchiostro incensante ne ritraggono ora quelli che, consegnati alla storia, sono stati i suoi 91 anni, vissuti soprattutto con una penna in mano, a raccontar l’Italia del novecento.

Io non ci sto. L’abilità professionale, non può e in nessun caso deve porre in secondo piano quelli che sono stati i suoi lati più controversi. E da meridionale, da napoletano, non posso evitare di sottolineare quale fosse il rapporto di Bocca con il Mezzogiorno d’Italia.
Dai suoi libri, dalle sue interviste, traspare un senso di intolleranza profonda nei confronti dell’Italia meridionale. Tante volte descritta, in maniera anche interessante ed articolata, come nel libro La disUNITÀ d’Italia, dove però i giudizi sui concittadini del Sud si fanno aspri e spesso offensivi, dove esistenze indefinite sono indicate come disgraziati destinati ad un futuro marcio e corrotto. Invincibile.

È certo che le grandi emigrazioni dal Sud al Nord hanno favorito l’industria padana, anche se resta da fare il conto dei danni recati alla qualità della vita e alla società

Del resto Bocca sin da giovanissimo aveva avuto modo di manifestare alcune sue inclinazioni.
Con solo 18 anni aderisce al Manifesto della Razza, in appoggio alle leggi razziali del 1938. Nel 1945, a guerra già conclusa, firma una condanna a morte per cinque prigionieri della Repubblica Sociale Italiana. Molto più tardi, dopo l’esperienza da partigiano, si ritroverà ad appoggiare alcune politiche della Lega Nord.

“Abruzzo, Molise e Basilicata sono le regioni italiane con il più basso tasso di criminalità,- scriveva una ventina di anni fa- il ché basta a smentire le responsabilità etniche“. Come se fosse anche solo lontanamente ipotizzabile una correlazione fra criminalità ed etnia…

Giorgio Bocca non amava il Sud, e in particolar modo detestava Napoli simbolo, a suo modo di vedere, del degrado morale dell’Italia intera..

Napoli è quella che è… Insanguinata e lorda di immondezze
Non c’è altro da fare che accettare questa fine del mondo sempre rinviata

Nel video proposto nella parte alta di questa pagina, l’antica Partenope diventa “una città decomposta, da migliaia di anni…”  e quando Fazio gli chiede, con forte imbarazzo una parola di speranza, di fiducia, il giornalista risponde, freddo da far rabbrividire: “I leghisti dicevano forza Etna, forza Vesuvio… ma forse è un po’ esagerato”.
In buona sostanza, per sua stessa ammissione “è una sfortuna nascere a Napoli, una enorme sfortuna“.

Nel suo Napoli siamo noi, del 2006, il capoluogo campano è dipinto senza speranze, tra luoghi comuni e ritratti oscuri, di una realtà considerata senza appello, e sin dalle prime pagine.
Napoli, nelle sue descrizioni, è piegata in due dalle umiliazioni di cui essa stessa avidamente si alimenta, e che conducono con un circolo vizioso, nel più efferato girone di un inferno dantesco. Girone in cui vita e morte, speranze e illusioni, si fondono senza criterio in un impasto di sangue e cemento rappresentato dai quartieri popolari della città.

Le sue affermazioni, le sue idee, sono disseminate nell’infinita quantità di scritti che ha prodotto, e chiunque può dunque cercarle, leggerle e analizzarle, per poter constatare come non si trattasse di frasi provocatorie e costruttive, ma di una realtà consolidata e sempre presente nel pensiero di Bocca, durante tutta la durata della sua vita di giornalista.

Recentemente, in un delirio crescente, aveva avuto modo anche di esternare la sua intolleranza verso gli omosessuali, puntando il dito contro Pier Paolo Pasolini. “Avevo paura di Pasolini, della sua violenza - raccontava in occasione della presentazione del documentario La neve e il fuoco, a Milano – Pasolini è morto perché, la rigirino pure come vogliono, era di una violenza spaventosa nei confronti di questi suoi amici puttaneschi. Poi mi dava noia questo: ho un po’ di omofobia, che poi è una cosa militare [...]. Il mio concetto piemontese è che gli uomini veri vanno a fare il soldato.

Mi spiace scriverne ora, ora che è morto, lo trovo persino un po’ da vigliacchi, ma del resto ciò che scriviamo, ciò che pensiamo e comunichiamo, è chiamato a rappresentarci anche quando lasciamo questa terra.
È per questo che rivendico il diritto di critica per questo giornalista-partigiano, passato alla storia come tra i più grandi del secolo appena trascorso.
È per questo che mi son sentito offeso almeno un poco, non esattamente da Bocca le cui idee già  conoscevo, quanto dall’opinione pubblica e dalla stampa del nostro Paese.
Stampa che ancora una volta ha dimostrato di avere la memoria corta, e si è precipitata in quell’esercizio che tanto ama, incensare chi se ne va, tralasciando opportunisticamente i lati oscuri di una pur brillante personalità.

La storia di Bocca, come precisato, parla da sé, ed è alla portata di tutti in questi giorni. Indiscutibile la sua capacità giornalistica di raccontare e di raccontarci.
Ma questi aspetti a dir poco controversi reclamavano visibilità, soprattutto in questo momento.

Un po’ incoscientemente, ma con convinzione, bisognava anche raccontare del Giorgio Bocca estremista, di cui, sia chiaro, non accetterò mai i toni razzisti e discriminatori che pure gli erano familiari.

About these ads
 
1 commento

Pubblicato da su 27 dicembre 2011 in ATTUALITÀ & CRONACA, SPAZIO CRITICO

 

Tag: ,

Una risposta a “Quel Giorgio Bocca dal sapore razzista (da fanpage.it)

  1. Camera Collettiva

    27 dicembre 2011 at 13:19

    Fanpage non smentisce la sua scarsa qualità ospitando un articolo improponibile, tipico di “non integralisti, ma di disoccupati intellettuali che, non avendo trovato nessuno che gli ha dato corda e spazio, spacciano adesso la loro frustrazione per coerenza.” Sono del sud e dico che i paesaggi sono meravigliosi (cit.) e che la gente (ovviamente non tutta, Bocca usa l’iperbole, gli scrittori devono usare l’iperbole, se non altro per provocare, smuovere qualcosa, altrimenti quale sarebbe la loro funzione?) è orripilante, in particolar modo quella che ci rappresenta, e se noi ne fossimo più consapevoli magari riusciremmo a cambiare qualcosa, oppure continuiamo pure a credere che il Sud sia meraviglioso a prescindere. Ancora Scanzi: “Giorgio Bocca non era perfetto. Era molto di più: era vero. Anche nelle stronzate. Largamente minoritarie rispetto al tanto (tantissimo) di bello che ci ha regalato. Lascia un paese incarognito, volgare e pavido. Probabilmente senza speranza. Con qualche avamposto di Resistenza. Ultimi passeri, ma senza rami sopra cui stare.” Ieri leggevate Bocca, oggi leggete Saviano. Eugenio Scalfari. Allora anche Saviano denigra il Sud perchè mostra le malefatte che commette la camorra in questa terra? Si, deve essere così; d’altronde la polvere e lo sporco non si buttano, si preferisce metterli sotto il tappeto (cit.) [2]

     

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 312 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: